L’Acqua è un elemento sempre più prezioso, una risorsa sempre più importante, da curare e da salvaguardare.
Quando ero ragazzina si studiava che il pianeta ne aveva enormi quantità, poi si è cominciato a parlare del fatto che questo non significava che fossero risorse infinite e illimitate. Anzi, si è parlato di non sprecarla, di salvaguardarla, di non inquinarla.
Oggi sappiamo che parliamo di un bene preziosissimo e fragile, di cui prenderci cura, perchè conserva la memoria di ogni errore che l’essere umano commette nei confronti della Natura, per esempio in termini di microplastiche che creano danni a tutto il sistema.
Ora, se pensiamo all’Acqua come nostro elemento, come parte di noi?
Sul piano fisico l’Acqua rappresenta i liquidi del nostro corpo, e ci parla quindi della nostra capacità di mantenerci in salute, perché tutto fluisca, perché venga scartato ciò che deve esserlo, perché i nostri sistemi, circolatorio, linfatico, urinario e così via funzionino il meglio possibile.
Su un piano più sottile, invece, l’Acqua rappresenta le nostre emozioni, le nostre profondità, la nostra capacità di fluire e scorrere.
Perché le emozioni sono una forza in movimento; possono essere placido lago di montagna, o travolgenti tsunami. Possono scorrere a fatica come un ruscelletto minuscolo, o possono conservare tutto il sommerso di una massa oceanica.
E pensando sempre al dentro e al fuori di noi, mi colpisce il collegamento con il fatto che l’Acqua sia diventata una ricchezza, una risorsa, qualcosa che è sempre più a rischio, e di cui dobbiamo disperatamente occuparci. E le nostre emozioni? Forse anche loro si sono inquinate? Sono sopraffatte dai troppi scarti della vita iper stimolata che viviamo? Non riusciamo più a viverle nella loro purezza? E sempre più passano da fasi in cui siamo apatici, spenti, aridi, a momenti in cui in pochi minuti riversiamo tutta la rabbia, la disperazione, la passione, che stavamo trattenendo?
Non ti sembra che si possa leggere un po’ il mondo in questo modo, se vogliamo usare l’Acqua come lente?
E se è così, cosa possiamo fare noi con le nostre acque? Quelle interne, sottili, che nutrono la nostra anima?
Possiamo cercare di lasciarle scorrere, trovando modalità di espressione che non siano dirompenti, ma che ci permettano di farle uscire con calma. Possiamo assicurarci che siano presenti sempre, non tapparle in periodi in cui è meglio non farle emergere. Possiamo cercare di mantenerle più pure possibili, senza che si inquinino con troppe cose. Troppe storie. Troppe immagini. Troppo lavoro. Troppo stress. L’Acqua è fluida, e ci parla di mutamento e di movimento costante. Impariamo ad alternare momenti di pieno a momenti di vuoto. Impariamo a trovare spazio solo per noi, dove poter tornare al nostro silenzio. E poi condividiamole! Troviamo un gruppo in cui possiamo essere noi stesse, nella nostra purezza e profondità, e che possa contenerci quando abbiamo bisogno di lasciar scorrere e fluire quello che ci ribolle dentro.
Tutto questo salverà il mondo? No, ma ci farà vivere meglio. Ci farà prendere la responsabilità della nostra vita e della nostra parte nel mondo. E ci permetterà di riflettere le nostre acque nelle acque che incontreremo in natura, per cantare, per fare cerimonie, per salvaguardare un bene che è fondamentale per l’essere umano, sia sul piano fisico che su quello più intimo e invisibile.
Se vuoi iniziare a prenderti cura delle tue acque puoi farlo con questo corso gratuito che ho preparato per te!
Mi raccomando, fluisci, scorri, bagna. Sii pioggia, fiume, lago, lacrime e acqua nel deserto!




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